
Recensione di Training Day (2001)
Training Day è un thriller poliziesco molto intenso che racconta la giornata di addestramento dell’agente novellino Jake Hoyt (Ethan Hawke) sotto la guida del carismatico ma corrotto detective Alonzo Harris (Denzel Washington). Il film si svolge in un’unica giornata, in un crescendo di tensione che porta Jake a rendersi conto del sistema corrotto di cui vuole fare parte.
Il vero punto di forza del film è l’interpretazione di Denzel Washington, che dona ad Alonzo un forte carisma e un atteggiamento da manipolatore, rendendolo uno dei migliori antagonisti del suo genere. La sua performance, infatti, gli è valsa l’Oscar come Miglior Attore. Dall’altra parte della medaglia abbiamo un attore del calibro di Ethan Hawke, che interpreta in maniera egregia il personaggio di Jake Hoyt, un ragazzo alle prime armi e al suo primo giorno nella narcotici, che piano piano arriva a rendersi conto della corruzione del suo superiore.
La regia di Fuqua è molto realistica, riuscendo a replicare perfettamente l’atmosfera delle strade di Los Angeles, tra gang e poliziotti senza scrupoli. Il film è un crescendo di tensione, che termina con un finale inaspettato dopo una serie di colpi di scena. I dialoghi duri sono alternati ad alcune battute, come il celebre: “King Kong non è nessuno rispetto a me!”
Se da un lato la trama può sembrare seguire un percorso relativamente prevedibile, con la classica evoluzione del protagonista da ingenuo a eroe, dall’altro il film compensa con diversi colpi di scena e trucchetti psicologici che fanno dubitare del finale. Il rapporto tra Alonzo e Hoyt sembra migliorare per poi disgregarsi di nuovo, fino alla completa decadenza.
In definitiva, Training Day è un film molto interessante per gli amanti del genere crime, grazie alla sua tensione palpabile, alla regia solida e, soprattutto, alla performance indimenticabile di Denzel Washington.
Articolo di: Samuel Tuvo
